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Gli amici e colleghi di Posturalab3D parlano di FASCITE PLANTARE

Un disturbo piuttosto comune che richiede un intervento mirato e preventivo!!!

Buona lettura 😊🅵🅰🆂🅲🅸🆃🅴 🅿🅻🅰🅽🆃🅰🆁🅴

✳ Perché soffriamo di fascite plantare?
I fattori predisponenti sono:
• Piedi piatti o cavi
• Sovrappeso
• Scarpe inadeguate
• Allenamenti inadeguati
• Gravidanza

✳ Sintomi
Dolore localizzato al centro del tallone che a volte può essere laterale più severo al risveglio o dopo essere rimasti seduti per tanto tempo, tende a diminuire dopo i primi passi per poi ricomparire dopo una lunga passeggiata o a fine giornata se si sta in piedi per molte ore

✳ Diagnosi
La diagnosi può essere fatta dopo attenta valutazione clinica della sintomatologia.
Indagini strumentali ( Ecografia, Rx, Tac )servono per escludere altre patologie come artrosi astragalo-calcaneare, fratture da stress, tumori

✳ Cure
• Riposo e ghiaccio
• Esercizi di allungamento
• Ultrasuonoterapia
• Laserterapia
• Onde d’urto

✳ Prevenzione
Esercizi di allungamento e plantari Tecnici Personalizzati per distribuire il peso corporeo su tutta la superfice del piede senza creare punti di pressione eccessivi sul tallone; permettendo al paziente di continuare la sua attività lavorativa, sportiva e ricreativa senza dolore

#posturalab3d #piedi #dolore #fisioterapia #riabilitazione
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Gli amici e colleghi di Posturalab3D parlano di FASCITE PLANTAREUn disturbo piuttosto comune che richiede un intervento mirato e preventivo!!!Buona lettura 😊

➡ La comunità osteopatica ha a lungo ipotizzato che il sistema nervoso autonomo rappresenti uno dei presunti substrati attraverso i quali il trattamento osteopatico può migliorare le funzioni corporee alterate. La variabilità della frequenza cardiaca è una importante misura fisiologica dell’attività autonoma del cuore e un livello ottimale di questa misura è generalmente associato ad uno stato di salute, alla capacità di autoregolazione e adattabilità/resilienza.

🧠 Alcuni studi hanno indagato la relazione tra trattamento osteopatico e variabilità della frequenza cardiaca in condizioni patologiche specifiche e fisiologiche generalmente associate ad una attività simpatica, e quindi autonoma, aumentata o ridotta come:
- ipertensione
- esposizione allo stress
- recupero dalla competizione sportiva

Sono certamente prove emergenti e preliminari che, se da un lato richiedono ulteriori approfondimenti e conferme, dall’altro suggeriscono le potenzialità che il trattamento osteopatico ha nel modulare positivamente la variabilità della frequenza cardiaca e indicando dunque, la capacità del trattamento stesso di agire su funzioni molto più ampie e non esclusivamente muscolo-scheletriche.

🔎 L’interessante collegamento fisiopatologico tra osteopatia e modulazione autonoma potrebbe essere rappresentato dal NERVO VAGO, un importante nervo del sistema autonomo coinvolto nella regolazione del riflesso infiammatorio, che controlla le risposte immunitarie innate quando il tessuto è danneggiato o c'è una invasione di patogeni, tanto da essere stata definita VIA ANTI-INFIAMMATORIA VAGALE.

💡Indagini sperimentali dunque hanno iniziato a fornire intuizioni preliminari sulla capacità del trattamento di orientare l'equilibrio autonomo verso una modulazione vagale positiva aprendo così la strada a studi futuri che ne confermino l’efficacia.

www.frontiersin.org/articles/10.3389/fnins.2020.579365/full
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➡ La comunità osteopatica ha a lungo ipotizzato che il sistema nervoso autonomo rappresenti uno dei presunti substrati attraverso i quali il trattamento osteopatico può migliorare le funzioni corporee alterate. La variabilità della frequenza cardiaca è una importante misura fisiologica dell’attività autonoma del cuore e un livello ottimale di questa misura è generalmente associato ad uno stato di salute, alla capacità di autoregolazione e adattabilità/resilienza.🧠 Alcuni studi hanno indagato la relazione tra trattamento osteopatico e variabilità della frequenza cardiaca in condizioni patologiche specifiche e fisiologiche generalmente associate ad una attività simpatica, e quindi autonoma, aumentata o ridotta come:
- ipertensione
- esposizione allo stress
- recupero dalla competizione sportivaSono certamente prove emergenti e preliminari che, se da un lato richiedono ulteriori approfondimenti e conferme, dall’altro suggeriscono le potenzialità che il trattamento osteopatico ha nel modulare positivamente la variabilità della frequenza cardiaca e indicando dunque, la capacità del trattamento stesso di agire su funzioni molto più ampie e non esclusivamente muscolo-scheletriche.🔎 L’interessante collegamento fisiopatologico tra osteopatia e modulazione autonoma potrebbe essere rappresentato dal NERVO VAGO, un importante nervo del sistema autonomo coinvolto nella regolazione del riflesso infiammatorio, che controlla le risposte immunitarie innate quando il tessuto è danneggiato o cè una invasione di patogeni, tanto da essere stata definita VIA ANTI-INFIAMMATORIA VAGALE.💡Indagini sperimentali dunque hanno iniziato a fornire intuizioni preliminari sulla capacità del trattamento di orientare lequilibrio autonomo verso una modulazione vagale positiva aprendo così la strada a studi futuri che ne confermino l’efficacia.https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fnins.2020.579365/full

➡ Stile di vita e fattori metabolici in relazione al Dolore alla Spalla e alla Tendinite della cuffia dei rotatori.

Quello del dolore alla spalla e della tendinite cronica della cuffia dei rotatori, è un problema piuttosto comune nella popolazione. Spesso sono associati, oltre che a fattori puramente biomeccanici, anche a fattori metabolici e legati allo stile di vita.
Un interessante studio, prendendo come misure di riferimento il peso e i livelli di proteina C-reattiva (valore relativo allo stato infiammatorio di tutto il corpo), ha concluso che:

✅Il Fumo di sigaretta, la circonferenza della vita e il rapporto vita-fianchi erano correlati a una maggiore prevalenza di dolore alla spalla in entrambi i sessi.
✅Sindrome metabolica e diabete mellito di tipo 2 erano associati al dolore alla spalla negli uomini, mentre un alto livello di proteina C-reattiva era associato al dolore nelle donne.
✅L'aumento della circonferenza della vita e il diabete mellito di tipo 1 erano associati a tendinite cronica della cuffia dei rotatori negli uomini.

I risultati dello studio hanno quindi mostrato associazioni tra l' obesità addominale e fattori metabolici con il Dolore alla Spalla.
Potrebbero, inoltre, esserci sottostanti alterazioni del metabolismo del glucosio e aterosclerosi sebbene non siano completamente supportati dai risultati ottenuti nello studio.

bmcmusculoskeletdisord.biomedcentral.com/articles/10.1186/1471-2474-11-165

La CONCLUSIONE che ne traiamo è che, nei soggetti affetti da questa patologia, una volta escluse eventuali indicazioni al trattamento chirurgico, la non risoluzione del dolore va ricercata in cause diverse da quelle per cui si è indagato all’inizio.
Questo è solo un esempio di come, condizioni di dolore muscolo-scheletrico, siano a volte correlate a scompensi più sistemici.
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➡ Stile di vita e fattori metabolici in relazione al Dolore alla Spalla e alla Tendinite della cuffia dei rotatori.Quello del dolore alla spalla e della tendinite cronica della cuffia dei rotatori, è un problema piuttosto comune nella popolazione. Spesso sono associati, oltre che a fattori puramente biomeccanici, anche a fattori metabolici e legati allo stile di vita.
Un interessante studio, prendendo come misure di riferimento il peso e i livelli di proteina C-reattiva (valore relativo allo stato infiammatorio di tutto il corpo), ha concluso che:✅Il Fumo di sigaretta, la circonferenza della vita e il rapporto vita-fianchi erano correlati a una maggiore prevalenza di dolore alla spalla in entrambi i sessi.
✅Sindrome metabolica e diabete mellito di tipo 2 erano associati al dolore alla spalla negli uomini, mentre un alto livello di proteina C-reattiva era associato al dolore nelle donne.
✅Laumento della circonferenza della vita e il diabete mellito di tipo 1 erano associati a tendinite cronica della cuffia dei rotatori negli uomini.I risultati dello studio hanno quindi mostrato associazioni tra l obesità addominale e fattori metabolici con il Dolore alla Spalla.
Potrebbero, inoltre, esserci sottostanti alterazioni del metabolismo del glucosio e aterosclerosi sebbene non siano completamente supportati dai risultati ottenuti nello studio.https://bmcmusculoskeletdisord.biomedcentral.com/articles/10.1186/1471-2474-11-165La CONCLUSIONE che ne traiamo è che, nei soggetti affetti da questa patologia, una volta escluse eventuali indicazioni al trattamento chirurgico, la non risoluzione del dolore va ricercata in cause diverse da quelle per cui si è indagato all’inizio.
Questo è solo un esempio di come, condizioni di dolore muscolo-scheletrico, siano a volte correlate a scompensi più sistemici.

17 NOVEMBRE: GIORNATA MONDIALE DELLA #PREMATURITA

Nessuna data migliore per riproporre questo bellissimo articolo apparso su "Il Centro" durante il Quinto Congresso Internazionale di Medicina Osteopatica nel Maggio del 2018.

Circa 1300 i neonati prematuri che dal 2006, nel reparto di Neonatologia dell'ospedale civile di Pescara, sono stati trattati con l' #osteopatia e sono numerosi gli studi che ne attestano l'efficacia per la salute di questi piccoli guerrieri 💜💜💜
... Vedi di piùVedi meno

17 NOVEMBRE: GIORNATA MONDIALE DELLA #PREMATURITANessuna data migliore per riproporre questo bellissimo articolo apparso su Il Centro durante il Quinto Congresso Internazionale di Medicina Osteopatica nel Maggio del 2018.Circa 1300 i neonati prematuri che dal 2006, nel reparto di Neonatologia dellospedale civile di Pescara, sono stati trattati con l #osteopatia e sono numerosi gli studi che ne attestano lefficacia per la salute di questi piccoli guerrieri 💜💜💜

Il DIAFRAMMA è un muscolo che si pone al centro di quel network formato da strutture anatomiche, fasciali e neurologiche coinvolte durante una delle più importanti funzioni svolte dal nostro organismo: LA RESPIRAZIONE.
Gli effetti del suo fisiologico funzionamento, si estendono dal distretto cervicale fino a raggiungere il pavimento pelvico, passando per i visceri.
Una anomala attività diaframmatica è in grado di ripercuotersi sia sulle strutture muscolo-scheletriche che su quelle viscerali innescando spesso disturbi noti come disordini funzionali , difficoltà digestive e reflusso gastroesofageo per citare i più comuni.

Alcuni dei principali ambiti che risentono dell’azione diaframmatica sono quindi:

✅ Postura
✅ Corretta funzione degli organi
✅ Pavimento pelvico
✅Distretto cranio-cervico-mandibolare
✅Sistema vascolare e linfatico


Risulta riduttivo dunque pensare al diaframma come un semplice muscolo della respirazione, così come risulta riduttivo pensare alla respirazione come un mero automatismo. In virtù di queste considerazioni, il diaframma dovrebbe essere considerato non come una parte isolata, ma come un sistema integrato nel corretto funzionamento del corpo e per arrivare ad una idonea strategia terapeutica bisogna tenere conto di tutte le sue interconnessioni.

pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23940419/
www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)32115-2/fulltext
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Il DIAFRAMMA è un muscolo che si pone al centro di quel network formato da strutture anatomiche, fasciali e neurologiche coinvolte durante una delle più importanti funzioni svolte dal nostro organismo: LA RESPIRAZIONE.
Gli effetti del suo fisiologico funzionamento, si estendono dal distretto cervicale fino a raggiungere il pavimento pelvico, passando per i visceri.
Una anomala attività diaframmatica è in grado di ripercuotersi sia sulle strutture muscolo-scheletriche che su quelle viscerali innescando spesso disturbi noti come disordini funzionali , difficoltà digestive e reflusso gastroesofageo per citare i più comuni.Alcuni dei principali ambiti che risentono dell’azione diaframmatica sono quindi:✅ Postura
✅ Corretta funzione degli organi
✅ Pavimento pelvico
✅Distretto cranio-cervico-mandibolare
✅Sistema vascolare e linfatico
Risulta riduttivo dunque pensare al diaframma come un semplice muscolo della respirazione, così come risulta riduttivo pensare alla respirazione come un mero automatismo. In virtù di queste considerazioni, il diaframma dovrebbe essere considerato non come una parte isolata, ma come un sistema integrato nel corretto funzionamento del corpo e per arrivare ad una idonea strategia terapeutica bisogna tenere conto di tutte le sue interconnessioni.https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23940419/
https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)32115-2/fulltext
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