DOLORE CRONICO ED ESERCIZIO FISICO

Nov 22, 2020 | Osteopatia

Perché l’esercizio fisico ti fa sentire bene? L’idea comune è che l’esercizio fisico, aumentando la produzione di “endorfine”, induca una naturale condizione di analgesia. Questa spiegazione in realtà non è lontana dalla realtà. La parola endorfina è l’abbreviazione di morfina endogena, una sorta di “farmaco” oppioide che può iniziare a circolare nel corpo quando ci si muove. Questo meccanismo rientra tra i vari processi dell’analgesia indotta dall’esercizio fisico, tra cui l’attivazione del sistema di inibizione del dolore. Fondamentale è  che questo sistema funzioni bene non solo per ottenere quel senso di benessere post allenamento, ma anche per prevenire il dolore cronico. Un’attività fisica regolare potrebbe essere il modo migliore per mantenere  il suo corretto funzionamento.

Controllo del dolore dall’alto verso il basso: inibizione discendente

Un meccanismo chiave per l’analgesia indotta dall’esercizio fisico è l’inibizione discendente della nocicezione, che si verifica quando alcune aree cerebrali sopprimono i segnali nocicettivi nel midollo spinale. Questo è chiamato controllo “dall’alto verso il basso” sul dolore, perché il cervello ha voce in capitolo sull’eventualità che il dolore si manifesti, invece di riflettere passivamente i segnali dal basso verso l’alto dal corpo.

Ad esempio, in caso di emergenza o pericolo, il cervello potrebbe riconoscere che la sopravvivenza richiede la corsa, quindi attiva il sistema inibitorio discendente per sopprimere la nocicezione, non far quindi percepire il dolore per mettere in atto efficientemente un comportamento di sopravvivenza.

Questo sistema è generalmente attivato da un’attività fisica intensa. Durante una maratona ad esempio (che può essere percepita come un’emergenza minore), i piedi e le ginocchia possono generare molta nocicezione, ma gran parte di essa sarà inibita se i centri cerebrali superiori determinano che il completamento della maratona è un obiettivo prezioso. Non sorprende che i triatleti abbiano sistemi inibitori discendenti molto attivi. Le persone con dolore cronico e fibromialgia si trovano all’estremità opposta dello spettro: i loro sistemi inibitori discendenti non funzionano affatto bene, motivo per cui spesso si sentono peggio e non meglio durante l’attività fisica. Molti esperti ritengono che il comportamento del sistema inibitorio discendente sia un fattore critico nella spiegazione del dolore cronico (Ossipov 2012, 2015).

Cambiamenti del sistema immunitario

L’attività fisica può anche influenzare il dolore provocando cambiamenti complessi nel comportamento del sistema immunitario, sia a livello locale che globale. Ad esempio, l’esercizio fisico può modulare il fenotipo dei macrofagi nei muscoli, rendendoli più propensi a rilasciare citochine antinfiammatorie rispetto alle citochine proinfiammatorie. Esistono ricerche che indicano che l’esercizio fisico regolare può ridurre il livello di citochine infiammatorie circolanti nel sangue, nei pazienti con fibromialgia e controlli sani. Altre ricerche mostrano che l’esercizio fisico regolare può ridurre l’attivazione delle cellule gliali nel sistema nervoso centrale, ridurre le citochine infiammatorie e aumentare le citochine antinfiammatorie nel corno dorsale.

Conclusione

L’analgesia indotta dall’esercizio fisico non riguarda solo la produzione di sostanze chimiche temporanee per il benessere da una sessione di jogging o sollevamento pesi. Si tratta di mettere a punto un sistema la cui corretta funzione è necessaria per far sentire bene a lungo termine.

La prospettiva più pratica di quanto detto finora, è tenere presente lo scopo per cui si è evoluto il sistema inibitorio discendente, che è quello di aiutarci ad eseguire movimenti individuali di fronte a un potenziale pericolo fisico. L’inibizione discendente è lì per mantenerci in movimento anche quando i movimenti generano un certo dolore, specialmente quando quei movimenti sono significativi e intrinsecamente motivanti. Per mantenere il sistema sano, bisogna sfidarlo a svolgere questa funzione a un livello di intensità leggermente al di sopra delle proprie capacità il più spesso possibile e vedere se si adatta migliorando ogni giorno di più.

In questo modo si incrementa la funzione di tutti i diversi sistemi corporei che aiutano a muoversi, inclusi muscoli, tendini, ossa e sistema cardiovascolare. Quando sono sottoposti a un livello appropriato di sfida o stress per svolgere il loro lavoro, migliorano nel farlo. Forse qualcosa di simile vale per il sistema inibitorio discendente. Bisogna trovare movimenti che fanno sentire bene, o che almeno danno un “buon dolore”, ed eseguirli frequentemente.

 

Articolo originale (tradotto e modificato) tratto dal blog di Physio-Network

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